Forse non arriveremo mai ai livelli degli inglesi ma sembra che siamo sulla strada giusta. Ancora una volta l'istituto di ricerca Nomisma si è occupato di economia ed in particolare del mondo economico che gravita attorno ai giochi in denaro e le scommesse.
In particolare la ricerca ha riguardato il gioco, i giovani e i comportamenti dei giocatori.
Nel corso del 2008 gli italiani che si sono cimentati nelle scommesse sono stati 28 milioni.
L'11% gioca almeno una volta a settimana mentre l'1,5% gioca ogni giorno o comunque almeno 4 volte a settimana.
Per molte persone il gioco rappresenta un evento quasi irrinunciabile del proprio stile di vita.
Circa un quarto degli italiani ha provato più di una tipologia di gioco.
Incentrando l'analisi sui singoli giochi emerge come sia ancora il Lotto a fare la parte del leone (28%), segue il SuperEnalotto, seguito dal Gratta e Vinci.
In netto calo (ma il trend è ribassista da molti anni ormai) i concorsi a pronostici, mentre sono in crescita esponenziale gli individui che hanno puntato qualche euro sulle scommesse sportive.
Sulla parte online poi (scommesse fatte su internet) il totale ha raggiunto il 2,8%.
Detto questo, qual è il motivo che spinge gli italiani a scommettere?
La motivazione è di vincere una somma che possa cambiare la propria condizione economica.
C'è poi un buon 20% che trova nel gioco in denaro un motivo per divertirsi.
Non manca nemmeno chi vede nel gioco (16%) soprattutto un elemento che serve solo a perdere soldi e l'8% lo ritiene una forma di dipendenza che può trasformarsi in una vera e propria malattia.
Tra coloro che invece non giocano, le posizioni sono molto più critiche e il gioco è solo ed esclusivamente una "perdita di soldi" (il 37% degli italiani).
Solo una minoranza ritiene che il gioco sia sopratutto divertimento e una autentica passione.
Molte critiche arrivano anche sulla questione legata alle informazioni sui rischi legati alla dipendenza da gioco, che a detta degli intervistati lascia molto a desiderare.
In particolare viene sollevata l'importanza di proteggere alcune categorie come i giovani.
Su questo importante fronte Nomisma ha individuato 4 aree di valutazione (con giudizi che vanno da 0 a 100), per 29 siti di scommesse online, italiani ed esteri: trasparenza, prevenzione, accessibilità e protezione.
E' emerso che la maggior parte degli operatori mostrano un indicatore medio di responsabilità sociale basso, pari a 31.
La valutazione complessiva quindi è ancora piuttosto bassa. Un solo operatore presenta infatti una valutazione che può definirsi sufficiente.
Ma su questo aspetto i margini per migliorare sono comunque ampi e dipendono anche dal successo che gli operatori online matureranno in futuro.
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