Da oggi smetto col gioco di azzardo. Scommettiamo?
(del
16/03/2010
@ 20:18:47)
La frase del titolo è emblematica. Sintetizza appieno quello che attraversa la mente di un giocatore incallito, capace di scommettere fino alla fine, fino all'ennesima e ultima sconfitta.
Secondo un recente studio del Dipartimento di Psicologia dell'Universita di Bologna, il gioco d'azzardo patologico è un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo, che compromette le attivita personali, familiari e lavorative.
Ci sono dei sintomi prevalenti che contraddistinguono questa patologia, come depressione, impulsività, abuso di sostanze, attacchi di panico e deficit dell'attenzione con iperattività.
Colpisce tra l'1 e il 2% dei giocatori ed è più comune tra familiari e parenti di giocatori, e in soggetti con un basso grado di istruzione.
Lo studio dimostra inoltre che questa patologia colpisce più frequentemente gli uomini, in particolare in età post-adolescenziale, mentre nelle donne si manifesta tardivamente.
In termini numerici assoluti, la patologia non e così comune e l'aumento dell'offerta di gioco d'azzardo non si è affatto tradotta in un'esplosione del fenomeno.
Per impedire piccoli e grandi drammi, comunque è importante vigilare e attivare tutte le tutele possibili, soprattutto nei confronti dei minori.
Nel contempo è bene istituire campagne di comunicazione e informazione, atte a sensibilizzare l'opinione pubblica per condividire il concetto di gioco consapevole, sicuro e responsabile.
Il destinatario principale è la famiglia.
Solo all'interno del proprio nucleo di affetti è possibile individuare la persona che trasforma il gioco in una vera follia.
Sempre meglio la prevenzione.
Bisogna attivarsi per tempo, il minore deve essere messo in grado di non giocare, ma prima di tutto attraverso il convincimento personale.
L'aspetto fondamentale è che si prenda coscienza che esiste un problema che può incidere seriamente sulla propria vita.
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