Quando la scienza insegna a vincere alla roulette
(del 16/10/2012 @ 14:05:10) - scritto da: Federico Santini
 
la scienza che vince alla roulette
La scienza è la vera alleata per aiutarci a vincere alla roulette e questa cosa la sostengono in molti. Compreso lo studio più recente di due ricercatori: Michael Small della Western Uiversity a Perth in Australia e Chi Kong Tse dell'Università di Hong Kong in Cina.

La loro approfondita ricerca ha voluto sfruttare le leggi della fisica classica per riuscire a prevedere la traiettoria della pallina sul tamburo della roulette e cercare di pronosticare la casella nella quale sarebbe andata a fermarsi la pallina stessa.
Nel corso del loro studio, Michael Small e Chi Kong Tse hanno utilizzato diverse tecniche per monitorare il moto della pallina, arrivando a suggerire due metodi per incrementare le probabilità di vincita.
Il risultato di questo immane lavoro è apparso sulla rivista Chaos 1 e offre un esempio lampante di come lo studio della dinamica dei "sistemi complessi" possa venire in ausilio nel risolvere problemi della vita reale.

La strada di predire con quasi assoluta certezza la traiettoria della pallina nella roulette è stata intrapresa fin dai tempi più remoti. Con un unico risultato: praticamente una impresa impossibile. Il motivo stà nelle milioni di variabili che entrano in gioco. La pallina non è un punto ma ha delle dimensioni ben precise, può inoltre seguire diversi moti come ruotare su sé stessa e possiede, anche se minima, una sua elasticità.
Poi ci sono altre parametri difficili da quantificare con preciasione, come l'attrito o la resistenza all'ari, la temperatura e l'umidità del tamburo e dell'arias circostante etc etc.
Quindi anche se i fenomeni fisici e le leggi che ne descrivono il moto sono sulla carta semplici arrivare a descrivere con equazioni la dinamica della pallina è, contrariamente, particolarmente difficile.
Non a casa la scienza descrive tutti questi sistemi fisici come complessi, non solo perchè sono intrinsecamente complicati, ma anche perché sono governati da equazioni molto complesse, dove entrano in gioco anche dinamiche di tipo caotico.

I due scienziati hanno pertanto messo appunto un sistema di equazioni che è fondato su alcune semplificazioni, arrivando comunque alla conclusione che è possibile avere un buon margine di successo.
Andiamo con ordine. La prima approssimazione è quella di considerare una pallina come un punto.
Con il loro modello i ricercatori mostrano come arrivare ad una previsione accettabile partendo da una stima della velocità iniziale e dalla posizione iniziale della pallina.
Passo questo estremamente importante perché come afferma Small "conoscere le condizioni iniziali può consentire di superare le leggi della probabilità e di basarsi su leggi più precise".

I due scienziati hanno messo a punto due metodi.
Il primo metodo si basa su delle stime approssimative basate su una valutazione visuale, condotta da uno o più giocatori. Dando in input questi valori ad un software è possibile ricavare una stima della casella vincente. Le statistiche, affermano i due ricercatori, dicono che su 22 lanci per 13 volte è stata indovinata la casella vincente. Se fosse vero vuol dire avere un vantaggio sul banco che è del 20% circa, a fronte del noto svantaggio del 2,7%.

Il secondo metodo è basato invece su una misurazione precisa rilevata da un dispositivo che usa una fotocamera digitale.
Grazie a questo secondo sistema hanno potuto confermare le loro previsioni su un numero di più di 600 puntate.

La domanda a questo punto è la seguente: si può vincere veramente?
I tentativi di vincere alla roulette usando la scienza sono stati nel corso del tempo molteplici, e Small e Tse non sono i primi e analizzando il lavoro da un punto di vista critico bisogna dire che questi risultati vanno decisamente presi con molta cautela. Le approssimazioni nel loro modello sono molte e la vincita non è garantita, è al momento solo basata su qualche centinaio di partite e nella vita reale sappiamo che potrebbero anche tramutarsi in una lunga serie di perdite.
La scienza non fornisce mai delle certezze, soprattutto in questo campo, ma solo delle risposte con un certo grado di probabilità.

Insomma se i due sistemi fanno veramente quello che dicono Michael Small e Chi Kong Tse un giocatore che dovesse usare questi metodi avrebbe tutte le probabilità dalla sua parte e vincere alla roulette non dovrebbe essere un problema.
Aspettiamo solo che vengano resi noti tutti i dettagli di questo affascinante e curioso sistema.