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Regolamento (1)
Regolamento (2)
Regolamento (3)
Art. I - Formazione della partita ISCRIZIONE. L’iscrizione si fa soltanto con firma autografa. La prenotazione non è cedibile: chi rinunzia alla partita non può essere sostituito che dal primo iscritto rimasto in soprannumero. Appena gli iscritti raggiungono il numero di cinque, il tavolo si intende formato e i giocatori sono invitati a prendere posto. FORMAZIONE DEI TAVOLI. Non si può formare un secondo tavolo di eguale uscita se non quando è completamente formato il primo. Essendo disponibili più tavoli deve essere completato prima quello che ha più posti. Quando gli iscritti sommano in tutto a dieci, si possono fare due tavoli, con l’obbligo ai sopravvenienti di completare prima quello dove sono i primi iscritti. OPZIONE. Chi si è iscritto a due tavoli di differente resto deve optare per uno di essi appena gli iscritti a ciascun tavolo raggiungono il numero di cinque. PERDITA DEL POSTO. I giocatori iscritti, che al momento in cui si inizia la partita risultano assenti dal Club, perdono ogni diritto al tavolo. Perdono ugualmente tale diritto quegli iscritti che, pure presenti nelle sale del Club al momento in cui si inizia la partita, non intervengano al tavolo prima che incominci il terzo giro. Pertanto i posti dei suddetti giocatori vengono occupati di pieno diritto dagli iscritti rimasti in soprannumero. Perde il diritto al posto anche il giocatore che, durante la partita si allontana per più di mezz’ora dal tavolo. CHIUSURA DEL TAVOLO. Non si ha mai diritto di chiudere un tavolo con un numero di persone inferiore a quello dei posti disponibili. OBBLIGO DEL GIOCO. La partita ha la durata minima di un’ora, e pertanto, prima del termine di tale durata, non può smettere il gioco se non colui che si trovi ad aver perduto l’intera passata. Art. II - Dei posti ASSEGNAZIONE DEI POSTI. I giocatori possono prendere posto a loro arbitrio soltanto nel caso che neppure uno di essi desideri che i posti vengano assegnati dalla sorte. Determinata in questo caso la successione dei posti, debbono rimanere liberi, quando ve ne siano, quelli sulla destra del primo cartaro, in modo che l’ultimo ad essere occupato sia quello al fianco di detto giocatore. CAMBIO DI POSTO. Non è permesso alcun cambiamento di posto. Quando, per l’allontanarsi di un giocatore, si determini un posto vuoto, questo potrà essere occupato soltanto da uno dei due giocatori laterali ad esso, avendo la preferenza nello spostamento quello che trovasi, al momento, in maggiore deficit. POSTI LIBERI. Chi interviene a partita inoltrata, e trova più posti liberi, potrà occupare quello che più gli aggrada, sempre che non siano rimasti ancora inoccupati quelli a destra del primo cartaro. GIOCATORE DI RITORNO AL TAVOLO. Chi smette di giocare, se fa ritorno al tavolo prima che sia trascorsa mezz’ora, deve rioccupare lo stesso posto. Se dopo la mezz’ora, qualora il posto non sia occupato, può, chiesto il consenso di tutti i giocatori, rioccuparlo e riprendere la partita. Se invece il posto è stato occupato, ed altri ve ne sono di liberi, sempre previo consenso di tutti i giocatori, può occupare quello alla sinistra dell’ultimo giocatore e riprendere la partita. TAVOLO CHE SI SCOGLIE. Se vi sono due o più tavoli in gioco, ed uno viene a sciogliersi, i componenti di esso hanno il diritto di occupare gli eventuali posti liberi dell’altro tavolo, spettando la precedenza a quello, tra i perdenti, che più perde, e quindi, tra i vincitori, a chi meno vince. Art. III - Il resto GENERALITÀ. Il resto deve essere tenuto in una massa unica ed in modo visibile. E’ considerata come appartenente al resto qualunque somma che trovasi sul tavolo nel settore di ogni giocatore. Nessuna parte del resto può essere in alcun caso alienata né prestata. AUMENTO DEL RESTO. Esso può essere invece sempre aumentato, ma con un’altra o più passate e soltanto prima della distribuzione delle carte. SUO MINIMO. Il resto deve essere almeno pari al pot che si gioca. RICOSTITUZIONE. Chi prende parte a un colpo con resto inferiore al pot è tenuto implicitamente a ricostituirlo, e da quel momento risponde di una nuova passata. SEGNI NEL RESTO. Non è permesso avere nel proprio piatto segni qualsiasi ad indicare determinate somme. Il giocatore che intende aumentare il proprio resto di una data somma deve al più presto, versarla affettivamente. E’ obbligato però a mettere un segno nel suo piattello dal momento in cui intende aumentare il proprio resto e fino a quando riceve la richiesta somma. GIOCATORE ALL’ALTEZZA. E’ soltanto il giocatore all’altezza che può anzi deve, tenere nel suo piatto un segno ben visibile che indichi la sua speciale condizione di resto. Egli e anche tenuto a farsi conoscere da chi sopravviene al tavolo a partita inoltrata. OBBLIGO DI DOPPIA PASSATA. Chi interviene a partita iniziata deve mettersi al gioco con doppia passata tutte le volte che uno del tavolo, essendo in perdita, abbia già richiesto una secondo o anche terza passata. GIOCATORE DI RITORNO AL TAVOLO. Chi smette di giocatore se ritorna al tavolo prima che sia trascorsa mezz’ora, deve riprendere con lo stesso resto posseduto antecedentemente. E libero, però, di chiedere una o più passate. Art. IV - Il pot COSTITUZIONE. Una volta costituito il pot, nessuno può ritirare la propria uscita. INTEGRITÀ DI ESSO. Il cartaro è responsabile dell’integrità del pot. Egli non deve iniziare la distribuzione delle carte se non quando il pot è al completo. CAMBIO DI MONETA. Nessuno deve accettare monete del pot, se non quando costretto da necessità. RESPONSABILITÀ NEL CAMBIO. Chi fa cambio di moneta nel pot quando questo non è ancora completo deve, prima del ritiro del danaro, indicare il settore in difetto, divenendo egli responsabile di ogni ammanco anche quando possa dimostrare incontrovertibilmente di aver ritirato dal pot non più di quando li spettava. DIRITTO DI INTERVENTO. Chi giunge nuovo al tavolo non può intervenire a un colpo iniziato. RINUNCIA E INTERDIZIONE. Chi, iniziata la distribuzione delle carte non ha versato la propria uscita, si intende come rinunziante al colpo. E’ fatta eccezione per chi, momentaneamente allontanatosi, ritorni al tavolo prima che avvenga l’apertura e in tempo per parlare nel giro. Il giocatore sulla destra del cartaro, non presente all'atto dell'alzata non può prendere parte alla mano in cui avrebbe dovuto alzare. Art. V - Distribuzione delle carte TAGLIO DEL PACCHETTO (ALZATA). Il cartaro può eseguire la distribuzione delle carte soltanto quando chi di diritto abbia alzato il pacchetto. Se temporaneamente manca al tavolo quel giocatore a cui spetta l’alzata, questa vien fatta da chi si trova sulla destra, perdendo l’altro ogni diritto al colpo. PASSAGGIO OBBLIGATORIO DELLA MANO. Chi entra, o rientra in gioco, al momento della propria mano, non può mai essere cartaro, spettando il pacchetto al giocatore successivo. CARTARO ASSENTE. Chi si allontana temporaneamente dal tavolo deve al pot, al momento della sua mano, l’uscita come cartaro, e ciò una volta sola per ogni assenza. GIOCATORI ASSENTI. Nella distribuzione delle carte, queste vengono date ai giocatori eventualmente assenti, a meno che non siano state tolte temporaneamente quelle carte divenute superflue per l’assenza di essi. GIOCATORI NON IN GIOCO. Egual sistema si segue tutte le volte che qualche giocatore, pur presente al tavolo, non voglia prendere parte al colpo; in questo caso perde il diritto all’alzata chi non prende parte al gioco, passando tale diritto al primo che lo segue e che invece vi è interessato. ERRORE E PERDITA DELLA MANO. Il cartaro che, nella distribuzione delle carte, incorre in un errore, non perde il diritto alla mano se il detto errore è rilevato prima della distribuzione della seconda carta al primo giocatore. In ogni altro caso perde il diritto alla mano, che passa senz’altro al giocatore seguente. ANNULLAMENTO DELLA MANO. Completata la distribuzione, ogni errore o difetto, rilevato prima che avvenga l’apertura, porta all’annullamento della mano. CASI DI ERRORE. I casi di errore sono i seguenti: - Quando non fa carte il giocatore cui spetta. - Quando non sia stata eseguita l’alzata. - Quando siano state distribuite le carte a un numero di giocatori maggiore o minore del dovuto. - Quando siano state distribuite carte in più o in meno a qualcuno dei giocatori. - Quando sia stata iniziata la distribuzione di un sesta carta. - Quando vi siano nel mazzo carte mascherate. - Quando il mazzo risulti di un numero di carte superiore o inferiore al dovuto. Rilevato da un qualsiasi giocatore un errore, questo deve essere discusso prima che si possa dichiarare annullato il colpo. Un presunto colpo difettoso ritenuto poi valido spetta al giocatore che ha serbato nelle sue mani le carte, il quale abbia l’apertura e non sia già passato. Ed invece perdono il diritto al colpo e il pot di uscita tutti gli altri che abbiano già buttato le carte con precipitazione. COLPO VALIDO. Avvenuta l’apertura ogni colpo è valido. COLPO NULLO. Non esiste da quel momento che un solo caso di colpo nullo, ed è quando si constata all’atto dell’accomodo che le carte del mezzo siano numericamente superiori o inferiori al numero dovuto. Qualunque colpo, in qualunque modo viziato, non escluso il suddetto, non è mai nullo se il suo difetto è rilevato dopo che il primo a parlare, effettuato da tutti l’accomodo abbia fatto il suo gioco. GIOCATORI CON QUATTRO O SEI CARTE. Se, avvenuta l’apertura, si constata abbia sei carte e uno dei sui vicini ne abbia quattro quest’ultimo può rimanere in gioco, mentre l’altro ne deve uscire perdendo ogni sua messa. Art. VI - Apertura DIRITTO DI APERTURA E ACCETTAZIONE. Chi è occupato ad altro che non sia il gioco è ritenuto all’atto dell’apertura come passato, e la parola spetta al suo vicino di sinistra. Il giocatore che, giunto il suo turno, ritarda a parlare ma ha le sue carte in mano non può essere ritenuto come passato; è dovere del suo vicino di sinistra sollecitarlo prima di fare a sua volta il proprio gioco. APERTURA MASSIMA. E’ ritenuta per apertura massima quella ai re, anche quando la consuetudine conservi la denominazione di As-pot (cioè: minimo due Assi). Se due giocatori aprono contemporaneamente, s’intende per apertore quello che ha la precedenza nel giro, l’altro deve giocare e non può rilanciare anche se intervengano tra l’apertore e lui altri giocatori. Se uno di questi però rilancia, può allora anche passare o controrilanciare. APERTURA SCARTATA. Chi apre ha il diritto di scartare l’apertura, sia essa una pariglia o una doppia. Deve però, nei limiti del possibile, serbare presso di sé la carta o le carte dell’apertura scartata per mostrarle al momento opportuno. Quando ciò non gli sia stato possibile, deve almeno poter dire al tavolo il seme e il valore delle carte scartate. APERTURA SBAGLIATA. L’apertore che si accorge di aver aperto male, e lo annunzia prima che alcun altro sia intervenuto al gioco, può ritirare la sua messa. Se l’annunzia dopo che altri siano entrati in gioco, questi sono tenuti a dire se hanno essi la sufficiente apertura: non avendola nessuno, tutti ritirano la propria posta. Chi ha già rinunziato, passando, all’apertura, non può mai convalidarne una sbagliata. Se uno dei giocatori, entrati dopo chi aperto male, dice di possedere l’apertura, diventa lui l’apertore e tutti gli altri sono obbligati a rimanere in gioco. Con una apertura sbagliata, se avviene un rilancio per cui tutti passano, il colpo è valido se chi ha ridato dimostri di avere l’apertura. Invece se questi non ha l’apertura, oppure ha rilanciato in passetto, tutto il pot è suo, ma chi ha aperto male deve rifondere il pot iniziale. Se chi ha aperto male ha controrilanciato, per cui tutti siano passati, egli non può essere mai il vincitore del colpo. Ogni giocatore ritirerà la propria messa. OBBLIGO DI MOSTRARE L’APERTURA. E’ tassativo l’obbligo di mostrare alla fine di ogni colpo l’apertura. Chi ammonta le carte senza mostrare l’apertura perde ogni diritto al pot se ne è il vincitore, invece rifonde il pot iniziale se altri è chi guadagna. Fa eccezione a questa regola il caso in cui le carte costituenti l’apertura siano occorse al gioco all’atto dell’accomodo allora il tavolo deve contentarsi della semplice dichiarazione di apertura. ENTITÀ DELL’APERTURA. L’entità dell’apertura si intende sempre pari a quella del piatto tutte le volte che l’apertore non specifichi chiaramente, e all’atto che apre, la somma che intende giocare. |