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  Regolamento (3)
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Art. XII - Accusa del punto

Nell’atto di accusare il punto ha l’obbligo di precedenza l’apertore o, se questi è passato, chi è primo in gioco dopo di lui. Nel caso siano avvenuti rilanci deve accusare per primo chi ha fatto l’ultimo rilancio. L’accusa viene fatta dichiarando ben specificato il punto, e scoprendo tutte le cinque carte. Ugualmente fanno gli altri rimasti in gioco nell’ordine di giro. Unicamente l’ultimo di essi ha la facoltà di mostrare soltanto quelle carte che bastano a renderlo vincitore, ad esse però affiancando, sia pur coperte le rimanenti.
ACCUSA DELL’APERTORE. L’apertore, se rimasto solo in gioco, ha il diritto di mostrare soltanto l’apertura, lasciando coperte le altre carte, affiancate distintamente a quelle scoperte.
OBBLIGO DI MOSTRARE L’APERTURA. Vedi Art. VI.
CONSTATAZIONE DI APERTURA SBAGLIATA. Se al momento dell’accusa del punto si viene a constatare che nessun giocatore poteva aprire, il vincitore guadagna sempre il colpo, mentre l’apertore rifonde il pot iniziale. Nel caso che l’apertore sia il vincitore, egli non guadagna nulla, ritirando ognuno la propria puntata e ritornando il pot al suo valore iniziale.
DIRITTO DI VINCITA. Se un giocatore ha rilanciato e poi senza scoprire le carte si dichiara vinto da chi è venuto a vederlo, questi ha il diritto di ammontare le sue carte senza mostrarle, e ritirare senz’altro il pot. Se questi invece mostra il suo punto, l’altro giocatore, che pur si era dichiarato vinto, guadagna il pot se può mostrare carte migliori dell’altro. Qualunque giocatore può sempre guadagnare il pot, quando ha conservato le proprie carte in pugno ed ha coperto la puntata dei suoi competitori.
ACCUSA SBAGLIATA. Chi accusa un punto, e invece scoprendo le carte ne mostra un altro sia inferiore che superiore, non viene a pregiudicarsi in nulla, essendo non la parola ma le carte che fanno fede nel gioco. Pertanto egli vince regolarmente il colpo anche quando i suoi competitori abbiano avuto punto superiore, che però più non possono mostrare avendo troppo presto ammontato le proprie carte. Ogni giocatore deve ammontare le proprie carte soltanto quando abbia visto effettivamente il punto dei suoi competitori, e non contentarsi unicamente della loro dichiarazione verbale.
ACCUSA INCOMPLETA DEL PUNTO. Se l’apertore, mostrata la sola apertura, ammonta anticipatamente le proprie carte, non vince il colpo se altri regolarmente in gioco mostri carte superiori a quelle da lui mostrate.


Art. XIII - Parol

DIRITTO D’INTERVENTO. Possono intervenire al parol soltanto i giocatori che abbiano partecipato alla formazione del pot. Nelle partite in cui il pot è costituito dall’uscita del cartaro possono intervenire soltanto i giocatori presenti al tavolo all’atto della costituzione del pot.
DICHIARAZIONE D’INTERVENTO. La dichiarazione di partecipare o meno al parol viene fatta nella successione regolare del giro. Essa è irrevocabile per tutta la durata del parol.
RESTO. Il resto deve essere tassativamente per tutti uguale almeno al pot.
SPARTIZIONE DEL POT. Il pot può essere spartito in due o tre minori, da venire giocati successivamente come altrettanti parol, ma soltanto quando nessuno al tavolo si opponga a tale suddivisione.
QuOTA DI PARTECIPAZIONE. Chi interviene al parol mette posta uguale a quella di chi lo ha determinato.
POT NON AUMENTABILE. Durante le mani di parol è sospeso ogni arrosage ed anche l’uscita del cartaro.
CARTARO E ALZORE. È cartaro al parol chi di diritto, ovvero, se questi non vi partecipa, il primo che è in gioco dopo di lui. È alzore il primo in gioco sulla destra del cartaro.
REGRESSO DELLA MANO. Se il parol si svolge in più mani, finito il colpo, la mano torna indietro, toccando far carte a chi spettava al momento del parol.


Art. XIV - Onori

OBBLIGO DEGLI ONORI. È obbligatorio onorare il poker o una scala reale (ossia pagare un tributo in gettoni), quando uno dei detti punti sia stato visto, cioè quando sia stato necessario mostrarlo nella competizione del punto, oppure come apertura. Se invece il punto è mostrato senza che ve ne sia l’obbligo, gli onori possono anche effettuarsi, semprechè non vi sia opposizione da parte di alcun giocatore.
ENTITÀ. L’entità del pot in onore della scala reale è doppia di quella per il poker.
NUMERO. L’onore si ripete fino a tre volte se l’apertore non ha competitori.
GIOCATORI PARTECIPANTI. Partecipano, volendo, agli onori soltanto i giocatori che hanno preso parte alla mano in cui sia avvenuto il punto da onorare.
PAGAMENTO DEGLI ONORI. Nei tavoli in cui usa il pagamento degli onori, questi sono pagati ad ogni detentore del punto da onorare, anche quando siano più di uno nello stesso colpo.


Art. XV - Del partito
È permesso ai giocatori di ritirare le proprie messe, e contendersi semplicemente il pot, soltanto quando non siano avvenuti dei rilanci, o quando l’apertore non abbia aperto con somma superiore all’entità del pot.


Art. XVI - Del tableau

(Chiamasi così lo specchietto in cui vengono registrati i nomi dei componenti di una partita, le casse prelevate da ognuno di essi, le somme vinte o perdute.)
Quando alla chiusura del tableau non vi è pareggio tra le somme vinte e quelle perdute, se vi è supero esso va ripartito proporzionalmente tra i perditori; se vi è ammanco esso va colmato a danno dei vincitori in proporzione alla vincita.


Art. XVII - Arbitraggio

Nell’evenienza di una controversia nel gioco, la quale non possa essere risolta dalle norme del soprascritto Regolamento, decide la questione la maggioranza del tavolo. Se tal fatta decisione non suffraga i contendenti, il caso sarà deciso dal deputato di gioco. In assenza di detto deputato, la questione sarà momentaneamente risolta come meglio pare alla maggioranza del tavolo, riservando poi al detto deputato la decisione in definitivo. Non esistendo tale persona, giudicherà un arbitro o un collegio di arbitri, nominato dal comune accordo delle parti.

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