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  Il Gioco del Poker
A poker si gioca indifferentemente da 2 a 8-10 giocatori (a seconda degli stili) e il vero limite è la grandezza del tavolo; nei club poi si usano degli appositi tavoli ovali.
Non è più necessario essere esattamente in quattro e anzi il numero può variare nel corso della serata: ognuno può sedersi o alzarsi quando crede.
Ciò che importa di più è che tutti conoscano regole e modalità e che giochino allo stesso gioco.

La partita
Si gioca a Poker con mazzo di carte francesi privato dei 2,3,4,5 in caso si giochi a cinque e anche dei 6 in caso si giochi a quattro, è possibile giocare anche a sei togliendo i cinque, ma in questo caso la partita risulta troppo dispersiva; si può, del resto, giocare anche a tre o due persone togliendo dal mazzo rispettivamente gli 8 o i 9, ma, in questo caso il gioco si fa troppo "pesante".
La prima cosa da fare è decidere i posti, se nessuno obietta ci si può sedere dove si vuole, ma se qualcuno richiede di "tirare" i posti si deve procedere al sorteggio dei posti, in entrambi i casi va sorteggiato il primo cartaro.
Deciso chi è il primo a fare carte si procede alla puntata che può essere fatta solo dal cartaro o da tutti i partecipanti al gioco, si procede, quindi al miscuglio, seguito dall'alzata del mazzo da parte del giocatore alla destra del cartaro, fatto questo il cartaro distribuisce, una alla volte, cinque carte coperte ai giocatori seguendo il senso orario.
E' giunto il momento di "aprire" il gioco, il primo a parlare è il giocatore alla sinistra del cartaro che può decidere o meno se aprire (per aprire è necessario avere almeno una coppia vestita, ossia una coppia di J,Q,K o Assi), se nessuno può aprire il gioco la mano passa al giocatore alla sinistra del cartaro che ridistribuisce le carte, dopo aver puntato, mischiato e fatto alzare, in questo caso l'apertura minima diventa coppia di Q, se di nuovo nessuno può aprire si ripete il passaggio del mazzo al giocatore alla sinistra del cartaro e l'apertura minima diventa una coppia di K, l'apertura minima non può più aumentare, anche se si continua a non aprire.
Esiste la possibilità di aprire il gioco al buio, questa facoltà è concessa al giocatore primo di mano (è primo di mano il giocatore che siede alla sinistra del cartaro), egli può aprire, prima di vedere le carte, corrispondendo il doppio del piatto (buio), gli altri non potranno rilanciare, ma potranno solo accettare o meno il gioco, l'unico a poter rilanciare è lo stesso buiante dopo che gli altri avranno preso la loro decisione, ovviamente, se il buiante rilancia gli altri possono controrilanciare.
Al buio può seguire il controbuio fatto dal giocatore alla sinistra del primo di mano (sempre senza vedere le carte) corrispondendo il doppio del buio (ovvero il quadruplo del piatto iniziale), questi acquista il diritto di essere l'ultimo a parlare e l'unico a rilanciare, se il buiante copre la differenza tra il controbuio e il buio, mantiene il diritto di rilanciare.
All'apertura semplice o al rilancio del buiante o controbuiante possono seguire rilanci e controrilanci, è utile quando non ci si vuole fare male limitare il rilancio al piatto, ossia se nel piatto ci sono 10 euro non si può rilanciare di 11.

Regola molto importante è l'immediatezza del rilancio e del controrilancio: non è permesso pensare prima di rilanciare (potete pensare quando volete se accettare o meno una puntata, ma non potete pensare prima di rilanciare), oltretutto se avete un punto buono non avete bisogno di esitare prima di rilanciare (il Poker non è un gioco adatto alle persone lente), se invece volete bluffare non vi conviene farlo, mettereste solo la pulce nell'orecchio agli avversari.
Se invece fate finta di pensare dubbiosi quando avete buon punto in mano per trarre artificiosamente in inganno l'avversario questa pagina non fa per voi, vi conviene andare direttamente alla pagina dei trucchi, ma ricordatevi che è un modo scorretto e squallido di giocare! La prima fase del gioco termina con lo scarto: il primo a cambiare le carte è il giocatore alla sinistra del cartaro, seguono gli altri, se a causa dello scarto finiscono le carte, il cartaro ricompone il mazzo con le carte scartate dai giocatori, tranne le carte di quelli che ancora devono essere serviti, le mischia, fa alzare e le distribuisce.
Si possono cambiare da una a quattro carte (che possono essere date anche tutte insieme), se il tavolo è d'accordo se ne possono cambiare anche cinque! Terminato lo scarto inizia l'ultima fase del gioco, la parola tocca al giocatore che ha aperto, indipendentemente da chi ha rilanciato per ultimo, se è stato fatto buio o controbuio la parola spetta al primo giocatore a sinistra del buiante o controbuiante.
Questi può passare, dire "parola", fare "cip" o puntare.
Se punta gli altri possono accettare il gioco (in questo caso si va subito a determinare il vincitore vedendo chi ha il punto superiore), possono lasciare (se lasciano tutti la mano se l'aggiudica chi ha puntato) o possono rilanciare (finiti i rilanci si aggiudica il piatto chi, tra i partecipanti, ha punto superiore oppure l'unico rimasto in gioco).
Il cip è un invito che si fa agli altri giocatori di andare a vedere i punti senza puntare altri soldi (oppure puntando il minimo stabilito), se tutti l'accettano vince la mano colui che ha il punto superiore. La parola e una richiesta di rigiocare la mano lasciando sul tavolo i soldi puntati, se tutti dicono parola, la mano successiva si gioca con il piatto precedente integrato dalle quote dei giocatori che avevavano passato, l'apertura minima in questo caso è sempre al K.
Durante piatti di parola conviene aprire di piatto e solo quando si possiede un buon punto, se il piatto di parola e troppo alto può essere diviso, chi fa carte durante un piatto di parola è tenuto a puntare come sempre. La partita termina all'orario stabilito all'inizio del gioco, se si vuole si può prorogare l'orario, ma solo se tutti sono d'accordo.

Il sistema di gioco
A Poker si può giocare con il credito (o "pianto"): in questo caso tutti hanno una posta di partenza, ma un giocatore può effettuare una puntata anche se in quel momento non ha davanti a sé il controvalore in fiches. Di solito si fissa un limite al rilancio dei giocatori, avendo come riferimento l'ammontare delle fiches del piatto: ad esempio, si può stabilire che un giocatore che rilancia può al massimo dire "per tre", intendendo che la sua puntata ammonta a tre volte il valore del piatto che si sta disputando nella mano.
Altrimenti si può scegliere di giocare con i resti (o anche "la resta"): in questo caso un giocatore può effettuare una puntata utilizzando al massimo il valore di fiches che ha davanti a sé in quel momento. Questa seconda soluzione si adotta spesso per limitare il gioco ed evitare mani troppo alte rispetto alla media di quelle giocate: questa soluzione va capita attentamente da chi bluffa spesso e con continuità. Infatti un giocatore che è rimasto con poche fiches, può decidere di vedere la puntata molto alta di un altro giocatore, rischiando al massimo le poche fiches che ha davanti a sé.
Nel gioco con i resti è buona norma che i giocatori tengano sempre bene in vista le proprie fiches, in modo che ogni giocatore possa vedere sempre di quanto dispongono gli avversari. Prima di cominciare il gioco, bisogna "fare i posti", ossia stabilire l'ordine di gioco: all'inizio della partita si devono disporre sul tavolo un numero di carte coperte che corrispondono ai posti di gioco.
In 4 giocatori di solito si prendono le carte dei 4 Re: ciascuna carta viene scoperta da un giocatore e attribuita ad un posto. Poi si dispongono sul tavolo un eguale numero di carte coperte, che devono corrispondere alle prime: in 4 giocatori si prendono i 4 Assi.
Scopre prima chi ha preso la carta di più alto valore, ad esempio il Re di Cuori, e così via. In cinque giocatori i posti si fanno con le 5 carte più alte di Picche e di Cuori: si scoprono le carte di Picche davanti a ciascun posto e poi ogni giocatore, partendo da chi ha davanti a sé l'Asso, scopre una carta di Cuori.
Quando tutte le carte sono state scoperte ogni giocatore occupa il posto dello stesso seme (o valore numerico) della seconda carta che ha scoperto. A Poker si gioca con una posta minima o chip (in inglese vuol dire "gettone"), che ogni giocatore versa al centro del tavolo prima di iniziare la mano, formando il "piatto".
Il chip è eguale per tutti, anche se si usa spesso che chi fa le carte metta nel piatto un chip più alto degli altri. In ogni mano il cartaio cambia, seguendo il giro in senso orario: se quando si fa il piatto, manca qualche chip, tocca al cartaio ricostruire il versamento dei chip.
Se non si trova il mancante, tocca al cartaio versare la quota mancante nel piatto, come penalità per la sua disattenzione.
Per ovviare a queste disattenzioni, che fanno perdere tempo e possono causare futili dissidi, si usa spesso che il cartaio versi l'intero ammontare del chip. Quando fa il cartaio, un giocatore deve mischiare le carte almeno tre volte. Poi deve far tagliare il mazzo al giocatore alla sua destra ed effettuare la distribuzione.

Le carte vanno date in senso orario: il cartaio deve farle scivolare sul tavolo e non lanciarle, per evitare che se ne scopra qualcuna nel corso della distribuzione.
Il cartaio deve distribuire le carte una ad una: è vietato in modo tassativo al cartaio distribuire le carte in mazzetti di due o tre.
Inoltre il cartaio deve stare attento a distribuirle con precisione nella direzione dei posti dei giocatori, per non far sorgere inutili discussioni o equivoci.
Una volta partita la mano, con l'apertura e gli eventuali rilanci, il cartaio deve procedere al cambio delle carte. I cambi vanno fatti seguendo il giro, un giocatore dopo l'altro.
Le carte cambiate devono rimanere, ben visibili, davanti ai giocatori che le hanno scartate: dopo che tutti i cambi sono stati effettuati, il cartaio deve controllare che nessun giocatore tocchi gli scarti propri o altrui.
Il cartaio non ha l'obbligo di ricordare gli scarti. Se durante il cambio delle carte il cartaio scopre inavvertitamente una carta, questa è valida e non deve essere sostituita da un'altra carta.
Se durante i cambi delle carte, si rende necessario rimescolare gli scarti, prima di farlo il cartaio deve riepilogare le carte cambiate dai giocatori che hanno già scambiato. Il mazzo degli scarti va rimescolato con cura e fatto alzare al giocatore a destra del cartaio: poi il cartaio può completare la distribuzione.
Se un giocatore cambia 4 carte, il cartaio gliene deve dare subito 3: dopo che tutti i giocatori hanno effettuato i loro cambi, il cartaio dà la quarta carta al giocatore. Se non ci sono cambi successivi al giocatore che ha chiesto 4 carte, il cartaio gliene deve dare subito 3, scartarne una e dargli la successiva.

Le Aperture
Nel Poker all'Italiana l'apertura della mano da parte di un giocatore può avvenire sulla base di una Coppia vestita (almeno due Jack).
Di solito ci si accorda sul fatto che "si apre di piatto": il giocatore che apre non può puntare una quantità di fiches superiore a quella che forma il piatto della mano.
Una volta che un giocatore ha aperto ogni giocatore che parla dopo di lui può rilanciare, aggiungendo delle fiches alla puntata precedente.
Il rilancio può avvenire sia nella fase di apertura (prima del cambio delle carte) sia in quella successiva: nel Poker giocato all'Italiana il rilancio deve essere immediato.
Ci sono alcuni casi particolari in cui è bene chiarire come ci si regola:

Il piatto di parole.
Se, dopo i cambi delle carte, tutti i giocatori dicono "passo", la mano si considera non giocata, ciascuno ritira le fiches dal piatto e si inizia un'altra mano.
Se tutti i giocatori dicono "chip", scoprono le carte e vince chi ha la combinazione più alta.
Se tutti i giocatori dicono "paròle", il piatto si congela e la mano si rigioca.
Il nuovo cartaio e i giocatori mettono il chip: l'apertura si può fare con un punto non inferiore a una Coppia di Re o di Assi.
Ad un piatto di "paròle" devono partecipare tutti i giocatori, compreso chi non aveva partecipato al piatto precedente che è finito con la chiamata di "paròle".

L'apertura con 4/5 di Scala Reale.
Per qualsiasi apertura 4 carte in sequenza di Scala Reale bilaterale valgono come due Re o due Assi.
La combinazione delle 4 carte deve essere rigorosamente una sequenza di Scala Reale bilaterale, cioè aperta da due parti: 4 carte dello stesso seme in scala non bilaterale non permettono l'apertura.

L'apertura al Buio, il Controbuio e l'Over (Contro-controbuio).
A Poker il Buio è un'apertura concessa al primo giocatore di mano, che apre prima di vedere le carte raddoppiando la posta del piatto.
Per giocare la mano, gli altri giocatori devono versare nel piatto il valore in fiches dell'apertura al Buio.
Chi apre al Buio ha diritto di parlare per ultimo dopo aver visto le carte e, se vuole, di effettuare un rilancio.
Se il giocatore al Buio rilancia, tutti gli altri giocatori hanno la possibilità di surrilanciare.
E' possibile che il giocatore successivo a chi ha fatto il Buio faccia il Controbuio: deve versare il quadruplo del piatto di partenza e si aggiudica il diritto di parlare per ultimo ed eventualmente rilanciare.
In questo caso chi ha fatto il Buio può "coprirsi", versando le fiches mancanti rispetto al valore del Controbuio: non è più l'ultimo a parlare, ma acquisisce così il diritto al rilancio.
Nel Poker all'Italiana con 5 o 6 giocatori, oltre al Buio e al Controbuio, si può fare anche l'Over (il Contro-controbuio): la Regola Internazionale, per la verità, non prevede l'Over, ma in Italia è un'abitudine molto diffusa.
L'Over non è ovviamente possibile quando si gioca in 4 giocatori, perché il principio aureo del Poker è che non tocchi mai al cartaio parlare per primo. Con l'Over il giocatore successivo al controbuiante può versare il doppio del valore del Controbuio, aggiudicandosi il diritto di parlare per ultimo ed eventualmente rilanciare.
Se c'è l'Over, è data facoltà al buiante di completarsi prima di vedere le carte, solo se prima di lui si sarà completato il controbuiante.
Il problema che si pone qui è quello del rilancio: se i giocatori in Buio e Controbuio si sono completati sulla puntata dell'Over, dopo aver letto le carte e aver appreso le decisioni degli altri giocatori, tutti e tre hanno possibilità di rilancio immediato.
Ma se chi ha fatto il Controbuio non si è completato prima di vedere le carte, deve annunciare se giocherà o no prima che la parola tocchi al Buio e alla sua possibilità di rilancio.
Questo caso particolare rappresenta un'anomalìa rispetto al principio generale del Poker, per cui ogni giocatore parla nell'ordine dei posti: ma si tratta di un'eventualità abbastanza rara, che va comunque chiarita prima di cominciare a giocare per evitare di finire in un oceano di discussioni sterili.

Gli avversari
Che siate coinvolti o meno nella mano, dovete sempre seguire con attenzione ogni mossa dei vostri avversari e cercare di capire come puntano, come rilanciano, come parlano, come si muovono.
Per vincere a Poker dovete, in sostanza, decifrare il comportamento dei vostri avversari, capire cosa hanno in mano ogni volta che puntano o rilanciano o semplicemente fanno check, insomma dovete cercare di entrare nella loro testa e decidere le vostre mosse di conseguenza.
Non è facile, ma con l'esperienza e un po' di talento si possono ottenere buoni risultati.
Oltre a studiare come giocano gli avversari, i giocatori più sofisticati ne osservano attentamente la movenze, alla ricerca di quei "segnali" che quasi tutti i giocatori, sia pure inconsapevolmente, trasmettono quando si trovano in determinate circostanze.
Per essere un buon giocatore non basta dunque avere una buona strategia, bisogna saperla adattare agli avversari che stanno di fronte.
Bisogna studiarli, capire come giocano e adeguare il proprio gioco di conseguenza.
E poi bisogna anche tener conto che uno stesso giocatore non gioca necessariamente sempre allo stesso modo; dipende dalla serata, dall'umore, dal tavolo, da quanto sta vincendo o perdendo: voi dovete sempre stare all'erta e scegliere il modo di giocare più produttivo in quel momento.