Un gioco eccitante che affascina
Il poker è divenuto ormai un gioco molto popolare. Per qualcuno è più di un passatempo, anzi è divenuto un lavoro.
Alcuni professionisti, molti sono italiani, arrivano a guadagnare più di 1 milione di euro all'anno, impegnandosi per circa 4 ore al giorno sul web.

E' credenza diffusa che il poker sia un gioco di azzardo puro, basato esclusivamente sulla fortuna.
ma questo non è vero. Il fatto che venga praticato per soldi non implica che il poker sia da assimilare ai giochi di azzardo puro.
Una forte componente di fortuna c'è, ma è il giocatore più bravo che a lungo andare vince, alla stesso modo di quanto accade nel Backgammon e nel Bridge.
La cosa importante è entrare in questo mondo lentamente, studiare prima per bene come funziona e solo quando ci si sente pronti, iniziare a rischiare qualcosa.

Ma per quale motivo il poker affascina tanto?
La risposta è perchè il poker è un giusto mix di abilità e di fortuna.
Ma il poker va oltre; è l'unico gioco, e forse è per questo motivo che è cosi diffuso e amato, che racchiude in se tutte una serie di caratteristiche particolari: l'abilità e l'agonismo, la fortuna, il bluff e l'emozione dovuta all'adrenalina che si sprigiona durante una partita.
E' un gioco semplice, con regole semplici, permettendo al tempo stesso di provare i brividi dell'azzardo.
Secondo la statistica, le probabilità di ritrovarsi nella prima mano una scala reale (il punteggio più alto) sono dello 0,00015%, per il colore lo 0,00139% e per il poker lo 0,024%.
Le probabilità di avere un buon punto dunque sono molto basse, ecco perchè ancor prima delle capacità di calcolo e memoria, la vera strategia vincente stà nella particolare psicologia che si crea tra i giocatori che devono decidere come giocare al meglio: se passare oppure puntare, quanto puntare o se invece bluffare, cercando di capire quale punto ha l'avversario.

Il vero giocatore, il professionista, non si innamora delle proprie carte ma ha sempre il coraggio di puntare e affrontare gli avversari con delle carte mediocri al fine di intimorire gli avversari.
Questo atteggiamento è ancor più decisivo se di mezzo ci sono i soldi, perchè con il denaro mettiamo in gioco anche il nostro ruolo sociale, e se perdiamo nasce l'immediata urgenza di rifarsi per riguadagnare i soldi ed assieme ad essi anche la "dignità" perduta.
Il volersi rifare immediatamente è dovuto al fatto che la sofferenza per una sconfitta è due volte più intensa della gioia provata per una vittoria.
Per questo motivo il giocatore medio preferisce sempre non rischiare più di tanto; l'esatto contrario di quanto fà il professionista.
L'approccio del giocatore professionista però è più sistematico e fa perno su una cultura e su una grande esperienza: la conoscenza delle probabilità e della psicologia dei giocatori.
Un giocatore abile è in grado di decifrare il significato di molti gesti involontari.

Qualche esempio.
Se un giocatore che abitualmente è un gran chiaccherone, si interrompe improvvisamente per poi riprendere a parlare, molto probabilmente ha ottime carte; se getta le fiches sta simulando una mano scadente; se guarda fissamente l'avversario vuol dire che non ha buone carte in mano e con il suo atteggiamento tenta di spaventare l'avversario; in un bluff invece ci si tocca continuamente naso, mento e bocca.
In questo modo la fortuna si mischia alla creatività, all'azzardo e all'intuizione rendendo possibile qualsiasi colpo di scena.
Il poker insomma non è una scienza esatta e può sempre accadere di tutto.
E difatti la storia di questo gioco è piena di colpi di scena con perfetti sconosciuti che riescono a battere i più abili professionisti incassando montepremi a 6 zeri nei tornei internazionali.
Insomma, intuito, nervi saldi, resistenza e la capacità innata di capire gli avversari sono armi che fanno la differenza.
Le regole saranno pure semplici ma questo gioco rimane imprevedibile e l'abilità conta molto più delle carte.