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  I ragazzi terribili del poker
Erano dei semplici studenti, certo molto svegli, ma niente di più.
Ma ora non sono più seduti a studiare davanti ad una scrivania; perlomeno non nel senso tradizionale del termine.
Al massimo potete trovarli davanti ad un computer con lo scopo di guadagnarsi qualche bella somma di denaro.
La loro attività è un gioco, uno dei giochi più famosi e maledetti: il poker.

Ognuno di loro ha una storia da raccontare e quasi per caso si sono ritrovati a percorrere un cammino comune al tavolo verde.
Sono loro la nuova generazione dei fenomeni italiani del poker.
Hanno poco più di vent'anni e una mente molto sveglia con una forte propensione al rischio.
Hanno tutti iniziato a giocare al poker online, poi sono passati ai tornei dal vivo.
Dopo diversi anni oggi sono considerati dei veri professionisti del Texas hold'em, il poker made in USA, quello con 2 carte personali e 5 in comune.

Sono sempre in giro per il mondo, giocando a poker nei tornei pià prestigiosi cercando di incassare il premio più alto.
Qualcuno di loro c'è anche riuscito; qualcuno di loro è già una star a livello internazionale.
Praticano il poker per professione e incassano milioni di dollari all'anno.
Ai più non dicono nulla, ma agli addetti del settore i loro nomi sono noti: Max Pescatori, Dario Alioto, Dario Minieri, Alessio Isaia.

I giocatori di poker nel mondo sono aumentati a dismisura. Si trovano tanti dilettanti ma anche tanti fortissimi giocatori, soprattutto europei.
E gli italiani sono in prima fila. Crescono in fretta i nostri ragazzi e sono già ai massimi livelli.

Hanno tutti iniziato con i tornei di poker su internet, ma ormai il computer non gli basta più: viaggiano per il mondo a caccia di tornei milionari.
Hanno tutti un gioco molto aggressivo: discese e risalite da brividi, su è giù come un otto volante, sempre tanti rischi; la fantasia al potere.
Giocano con qualsiasi carta. Hanno il vero talento del giocatore nato. Riescono a capire le situazioni, basano i loro ragionamenti sul calcolo delle probabilità e sanno quando è il momento di bluffare.
La capacità di leggere le carte agli avversari è l'arma vincente. E' una qualità difficilissima da apprendere unitamente alla concentrazione e alla voglia di migliorarsi.
Riescono a fare in un istante dei conti complicatissimi, anche nell'Omaha, che è una versione più complicata dell'Holde'm.

Il confronto tra giocatori di poker che si sfidano al tavolo è pieno di tensione. Bisogna dominare psicologicamente l'avversario.
Lo stress è in grado di anientare i giocatori meno esperti e più fragili mentalmente. Bisogna controllare le emozioni; dominarle.
E' un gioco dove l'abilità vince sempre sulla fortuna, dove l'applicazione costante, l'esperienza e la disciplina contano moltissimo.

Quando si pensa al poker vengono in mente situazioni come quelle dei film western: sigari, alcool, luci soffuse, luoghi loschi.
Niente di tutto questo. Un giocatore di poker ha la mente fredda come quella di un computer e non esistono vizi.
La disciplina viene prima di ogni altra cosa.
Possiamo apprendere le tecniche giuste leggendo libri specifici o frequentando delle vere scuole di poker.
Perchè dietro un campione c'è sempre una gran voglia di imparare, perchè le partite e gli avversari hanno sempre qualcosa da insegnare.
Lo studio e il confronto sono le migliori armi per migliorarsi e questo i nostri ragazzi lo sanno bene.