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  Consigli e Trucchi al Poker
CONSIGLI E STRATEGIE
Voi giocate sicuramente per divertirvi; ma nessun gioco può davvero essere divertente se non si dà il massimo per vincere.
E a ancor di più nel Poker. C'è pur sempre del denaro in ballo e - ve lo assicuriamo - vincere è molto molto più divertente che perdere.
Senza dimenticare la educazione, la cortesia e l'atmosfera, cercate di fare del vostro meglio per ottenere il massimo.
Quelle che seguono sotto sono delle indicazioni generali, utili da seguire qualunque sia lo stile di Poker che volote adottare.

Prima di giocare

Essere in forma.
Giocare a Poker è più faticoso di quanto si creda: l'obiettivo è vincere quante più mani possibili e per farlo bisogna sempre essere concentrati.
Un calo di concentrazione si traduce inevitabilmente in una minore resa al tavolo verde.
Dunque non bisogna giocare se non si è in perfetta forma psicofisica.
E non bevete assolutamente alcool mentre giocate.

Scegliere i tavoli.
Non sedetevi ai tavoli dove si giocano cifre che non potete o non volete permettervi; giochereste male e la sconfitta sarebbe quasi inevitabile. Provate a pensare a questo scenario.
L'ammontare delle puntate è alto e voi avete in molto meno denaro degli altri giocatori.
Tocca a voi e la logica vi suggerisce un bel rilancio per "mandare via" gli altri giocatori, ma esitate perché non volete rischiare di giocarvi tutto in una sola mano; e così gli avversari restano in gioco e magari arriva la carta che consente loro di battervi e traggono vantaggio dalla vostra esitazione, ma non solo. Sono loro a rilanciare inducendovi a passare (siete voi che avete dato degli indizi e non riuscite a capire se stanno bluffando).
Potete essere sicuri che un giocatore scaltro in queste condizioni se ne approfitterà con dei rilanci continui che vi terranno sotto scacco impedendovi di giocare come si deve.
Da quanto detto consegue che dovete sempre sedervi al tavolo con abbastanza denaro per giocare con serenità la vostra partita, prendendo al meglio le decisioni che si presenteranno.

Come giocare
Ecco in parole povere tutto quello che c'è da sapere.
"Buttate via le carte, buttate via le carte e poi ancora buttate via le carte.
Ci sono dei piatti che sono tuoi di diritto, perché le buone carte statisticamente arrivano a tutti.
Nessuno ti può togliere questi piatti. Ma se alla lunga volete vincere, quello che devete fare è risparmiare quando il piatto va all'avversario: rispetta sempre le combinazioni e non dargli i tuoi soldi".
Beh, vi possimao assicurare che si tratta di un ottimo consiglio!

L'eterno triangolo.
A Quanto ammonta il piatto? Quanto devo sborsare? Che probabilità ho di vincere?
Queste sono le tre domande che bisognerebbe sempre porsi per decidere se giocare o meno una mano a poker.
Alla terza spesso non si riesce a rispondere che con una stima, ma una stima è poco per un giudizio sufficientemente accurato.
Nel piatto ci sono fiche per un valore di 80, la puntata per vedere è 30 e le mie probabilità di vittoria sono di circa il 50%.
Mi conviene giocare? Si! Rischio alla pari 30 per guadagnare 80.
Giocando all'infinito questa scommessa avrei un guadagno netto di 35 per ogni mano (esattamente +80 ogni volta che vinco, -30 ogni volta che perdo, diviso 2 per fare la media) e per quanto possa essere grossolana la stima delle possibilità di vittoria, è chiara la convenienza della scommessa.

Nel piatto c'è 100, la puntata per vedere è 50 e le mie probabilità di vittoria sono del 25%.
In questo caso vincerei 100 una volta su quattro e perderei 50 tre volte su quattro, per un totale di +100-(50x3)= 30 ogni 4 mani, cioè -12,5 ogni mano: chiaramente non mi conviene giocare.
Dunque il trucco è tutto qui, saper valutare la propria mano in relazione a quelle degli altri giocatori e capire quali sono le possibilità di vittoria.
Sembra facile. Ma non lo è affatto.
Ci vuole esperienza, psicologia, tecnica, molat conoscenza degli avversari e altro ancora.

Il bluff.
Perché si bluffa? Provate a farvi questa domanda!
Lo scopo non è solo aggiudicarsi un piatto avendo una mano peggiore degli avversari.
Quella è la ragione immediata per cui si bluffa, ma ce n'è un'altra più sottile.
Si bluffa perché ci si vuole garantire la possibilità di vincere grandi somme quando si ha davvero in mano una combinazione molto buona; in sostanza anche i bluff non riusciti hanno la loro utilità, perché spingono gli avversari a vedere proprio quando si ha un punteggio molto alto.
Servono a lasciare gli avversari sempre incerti e insicuri.
Se per assurdo un giocatore non bluffasse mai, automaticamente tutti passerebbero ad ogni sua grossa puntata e lui non vincerebbe mai un piatto sostanzioso.

Meno forti sono i giocatori che state affrontando, più è difficile che un bluff riesca, un giocatore forte tende a "rispettare" le puntate dei suoi avversari e ha la disciplina sufficiente per buttare via le sue carte; un giocatore debole e inesperto tende ad andare a vedere molto più del necessario.
Per bluffare la posizione è determinante.
Parlando dopo con i vostri avversari, godete di informazioni che loro non avevano e potete regolarvi di conseguenza.
Più giocatori sono in gioco nella mano e più è difficile che un bluff riesca.
In giochi come il Texas o Omaha, spesso si può fare il cosiddetto "semibluff': voi puntate sperando che tutti gli avversari passino, ma conservate comunque qualche probabilità di vittoria anche in caso di showdown, perché l'ultima carta può comunque farvi chiudere una combinazione vincente.
E' il caso di quando si punta con un progetto di scala o di colore.

Giocare aggressivamente
Ci sono dei giocatori che normalmente dicono solo "check" e "call", mentre puntano e rilanciano solo molto raramente; in gergo si chiamano calling station e sono considerati gli avversari ideali, perché non tengono mai gli avversari sotto pressione e non prendono mai l'iniziativa.
Se non riuscite a vincere contro di loro, non potete vincere contro nessuno ed è meglio che cambiate gioco.
Insomma questo è l'esatto contrario di come ci si deve comportare; se si vuol vincere bisogna essere aggressivi e non passivi, bisogna creare l'azione e non subirla.
Intendiamoci bene, questo non vuol dire che dovete giocare ogni piatto puntando sempre come dei forsennati (così in breve tempo dilapidereste tutto ciò che avete), ma che - una volta deciso di entrare in gioco - dovete essere protagonisti della mano.
il comportamento ideale - soprattutto nei giochi Hold'Em e Stud - è di essere molto selettivi nelle mani che si giocano, cioè giocare solo se le prime carte sono veramente adeguate, ma una volta che si è entrati in gioco di essere sempre molto attivi e aggressivi: puntare, rilanciare o magari passare, ma raramente limitarsi al check e al call.
Per vincere a Poker non è sempre necessario avere combinazioni eccezionali, ma bisogna puntare quando si pensa di avere una combinazione più forte degli avversari, per costringerli a passare o a pagare per avere il privilegio di tentare un progetto.
E questo è un principio generale che vale un po' in tutti gli stili e in tutti i giri dì scommesse.
Ogni volta che ritenete che la vostra mano sia più alta di quella dei vostri avversari, puntate e loro si troveranno di fronte a una scelta spiacevole.

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