In genere le crisi economiche, che ciclicamente si verificano, fanno sentire bene o male la loro influenza in tutti i settori.
Un settore però sembra esserne immune: quello del gioco di azzardo e delle scommesse.
Questa tesi è ampiamente confermata dall'andamento delle entrate che riguardano questo settore.
Sono in controtendenza con il calo di ogni altro settore dell'economia.
Il motivo, come spiegano gli esperti, è da ricercarsi nella tendenza degli individui, quando le cose vanno male e il lavoro scarseggia, a cercare una soluzione nei giochi in denaro e nei concorsi a premi.
Le persone sperano di uscire da una situazione difficile, tentano la sorte nella speranza di vincere una somma abbastanza alta che gli consenta di vivere di rendita, o quanto meno di prendere una boccata di ossigeno.
La situazione è ormai questa da più di un anno e i vari concorsi record del superenalotto e di altri giochi confermano come buona parte degli italiani cerchi, ripetutamente, di affidarsi alla dea bendata.
Chi sorride in questo caso però è l'erario, che negli ultimi 12 mesi ha incassato più di 9 miliardi di Euro.
Gli italiani giocano abitualmente d'azzardo, con una spesa pro-capite di circa 750 euro annui.
Il fenomeno che più ha impressionato negli ultimi 2 anni resta però quello del poker online.
Il texas hold'em raccoglie sui suoi tavoli un numero di appassionati in continuo aumento, catalizzando sempre più l'attenzione dei media.
Il 2008 è stata una annata da record con 250 milioni di euro di raccolta; e il 2009 andrà ancora meglio, per il quale si prevedono introiti
superiori di circa il 500% rispetto al 2008.
Ma questi giochi sono più avari per le casse dello stato, a vantaggio invece dei giocatori, perchè l'80% delle somme giocate si trasformano in
montepremi, il 17% spetta agli operatori, e solo il 3% spetta all'erario.
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