Mappatura del gioco pubblico
(del 20/06/2011 @ 22:52:45)
Come si presenta in Italia la mappa completa dei negozi e degli esercizi dove è possibile giocare d'azzardo? In questo articolo descriviamo la situazione.
14.000 punti vendita (sui 17.000 previsti dal bando Bersani), tra agenzie e corner sportivi, destinati alla raccolta delle scommesse sportive ed ippiche, dove sono installate circa 31.000 slot.
337 sale bingo, nelle quali sono ospitate un migliaio di slot.
Più di 100.000 esercizi pubblici, diversi dai punti vendita precedenti, collegati da svariate tecnologie per la rilevazione dei dati sul funzionamento delle slot.
La rete distributiva delle slot comprende 60.000 bar (con 169 mila macchinette); 1.500 sale giochi (con 29 mila slot); 2.200 ristoranti (5.600); 4000 circoli privati (12.200); 460 alberghi (1.000); 65 stabilimenti balneari (150).
Come si evince dai dati, l'offerta principale è costituita dagli apparecchi automatici.
Complessivamente le slot presenti sulla rete ammontano a circa 290.000 unità, primo posto in Europa, il quarto al mondo. Maggiore anche rispetto alla Spagna, dove la gran parte delle macchine è diffusa però nei 35 casinò spagnoli.
Se nel 2004 la presenza delle slot era del 16% rispetto al totale dei giochi, oggi siamo ormai a quota 40%.
Alle slot autorizzate si devono sommare gli apparecchi abusivi, dove il sistema dell'autocertificazione si è rivelato il principale strumento per il proliferare della clandestinità.
Secondo cifre ufficiose il totale delle macchinette attive nel Paese sarebbero circa 400 mila unità, con una buona parte che sfugge al controllo dello Stato.
Le tante indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato che sarebbero circa 40 mila le macchinette non collegate, con un fatturato occulto di 40 miliardi.
Il payout può arrivare al massimo al 75%, anche se di solito le macchine sono tarate per restituire circa il 60-65%, contro il 93-98% degli apparecchi che invece troviamo nei casino. Da questo punto di vista conviene giocare in un casino, i rendimenti sono molto, ma molto, più alti.
La notevole differenza è dovuta all'aggio che trattengono i tanti operatori coinvolti nella filiera.
Nell'offerta di gioco fisica bisogna aggiungere tutti i giochi offerti online.
Per il gioco telematico, i dati a disposizione ci dicono che la raccolta via internet in Italia è passata dai 40 milioni di euro del 2003 ai 2 miliardi del 2010, ossia il 5% del movimento complessivo del comparto pubblico, ma rappresenta comunque il quadruplo di quanto incassato dai quattro casinò nostrani.
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