Il fenomeno della ludopatia
(del  06/07/2010  @ 07:09:28)
 
Ha un nome che deriva dal greco e significa "malattia del gioco". La ludopatia colpisce in Italia circa 670.000 persone. Con questo termine gli esperti indicano le persone che sono colpite da dipendenza da gioco. E' uno degli aspetti legati al fenomeno del gioco, un mercato che nel 2010 abbatterà la soglia dei 60 miliardi di euro di raccolta.

Un convegno organizzato a Milano da Bwin-Gioco Digitale ha affrontato questo tema con l'ausilio di ricerche e studi specifici e grazie al necessario supporto di psicologi e sociologi.
Il convegno è stato presenziato dall'amministratore delegato di Bwin Italia, Paolo Di Feo, che afferma: "non è corretto sia fare dell'eccessivo allarmismo sia far finta di niente. Il problema è vero, è una realtà. E' anche verissimo però che coinvolge solo una piccola percentuale di giocatori, e bisogna comunque offrire il giusto supporto a coloro che soffrono di gioco problematico".

Lo studio è stato realizzato dall'Harvard Medical School, con una indagine che ha preso in considerazione sia la letteratura scientifica fin qui prodotta che i comportamenti di gioco di circa 48.000 giocatori online europei.
E' stato cosi realizzato un archivio di ricerche e dati sul mondo del gioco.
Da questo imponente database emerge, in modo anche sorprendente, che coloro che giocano online, pur avendo una maggiore facilità di accesso verso una ampissima varietà di giochi, sono meno esposti al rischio di sviluppare ludopatie rispetto ai giocatori tradizionali.
Senza dimenticare poi che i comportamenti anomali sono più facilmente individuabili se si gioca sul web ed è più facile rintracciare il giocatore stesso che li adotta.
C'è anche da prendere in considerazione il fatto che se si gioca online le forme di limitazione previste dalle normative e dagli operatori stessi consentono di bloccare in tempo tutte le situazioni di comportamento pericoloso.
Tutto questo non è possibile con il gioco tradizionale.

Sul campione di giocatori, con una età compresa tra i 18 e i 70 anni, il 46% gioca al Gratta e Vinci, il 43% al Lotto, il 17% circa opta per Win for Life, mentre il 13% si è indirizzato sul poker live. Per il gioco in linea, le preferenze sono tutte per le scommesse e il poker.
Per il 75% dei giocatori la somma di denaro più alta messa in gioco non arriva ai 20 euro. meno del 2% ha speso più di 500 euro.
Un terzo degli intervistati dice di essere "in pari" facendo la somma algebrica tra quanto si è speso e quanto si è incassato, con il 13% dei giocatori che risulta avere un atteggiamento che porta a continuare ad investire denaro pur sapendo di essere in negativo.
I giocatori con problemi di ludopatia sono maggiormente diffusi nel Sud Italia con un titolo di studio basso e non mostrano particolari interessi o hobby nel tempo libero.

Il 45% del campione sceglie al massimo due tipologie di gioco, il 26% ne sceglie al massimo quattro, il 6% più di dieci tipologie di gioco diversi. Il 40% degli intervistati gioca semplicemente per tentare la fortuna, il 28% per divertimento. Il 23%, invece, dichiara di farlo con l'unico scopo di guadagnare soldi.
Se si analizzano i dati sul tipo di gioco (abilità, fortuna, etc) i due terzi dei giocatori amano gli skill games (quelli di abilità) e lo fanno al solo scopo di divertirsi.

Il convegno ha toccato anche altri argomenti, per esempio quello legato al lato occupazionale di questo settore.
Il comparto del gioco in Italia ha un'occupazione diretta stimabile in circa 15.000 addetti, e la richiesta di personale è in continuo aumento; si va dagli sviluppatori di software, ai webmaster, per arrivare agli addetti al customer care e ai manager esperti di webmarketing.