Google lascia la Cina. La libertà vince sugli interessi
(del  21/03/2010  @ 09:16:57)
 
Oggi vogliamo parlare di un argomento che forse solo in apparenza non ha a che fare con gli argomenti trattati da questo blog, mentre di sicuro riguarda un più ampio e fondamentale concetto che è la libertà di espressione e di parola su internet.

In questo sito trattiamo un argomento piuttosto delicato e sappiamo bene - come le questioni che riguardano giochi, scommesse, poker e casino - siano oggi sottosposti ad una dura e costante critica e quali e quanti siano gli atteggiamenti ostili (che arrivano da più parti) nei confronti di questo settore.

Tornando al tema del titolo, ci stiamo riferendo alle note vicende, che negli ultimi tempi ha visto coinvolti il motore di ricerca Google e il governo cinese.
Il comunicato ufficiale è atteso nei prossimi giorni, ma da quello che possiamo capire, appare ormai del tutto evidente che Google lascerà la Cina rinunciando al tempo stesso ad una buona fetta di mercato (e di soldi) che si era conquistato negli questi anni.
La responsabilità è da attribuire alle autorità cinesi, le quali continuano ad affermare che la grande G, se non adempierà pienamente alle leggi della censura cinese, non potrà continuare a svolgere le sue attività nel paese.

La vicenda che contrappone il famoso motore di ricerca di Mountain View al Governo cinese si trascina da svariati mesi e sembra essere ormai giunta al capolinea.
Il duro attacco subito da Google ad opera di ignari hacker cinesi non ha trovato una ammissione di responsabilità da parte della Cina. Google da canto suo ha dimostrato di non voler far finta di niente e di non voler passare sopra al grave episodio.

Non si intravede un punto di incotro tra Google (che si oppone fermamente alla censura in atto) e il Governo che invece di censura vive, quindi la tanto temuta rottura sembra ormai inevitabile.

Noi non possiamo che schierarci dalla parte di Google e anzi ci inchiniamo di fronte al coraggio dimostrato dall'azienda americana che, contro i propri interessi, non si è piegata di fronte all'arroganza e alla censura di un governo che non sembra affatto interessato ad assicurare un futuro democratico ai propri cittadini.