Azzardiamo un futuro
(del  04/05/2010  @ 22:23:30)
 
WinforLife e Gratta&Vinci sono le risposte alla crisi. Il mercato delle lotterie istantanee e delle scommesse online vola. Il nuovo trend vale oggi 52 miliardi di euro, con un + 12% rispetto all'anno scorso, raddoppiato in soli 4 anni, e rappresenta uno dei settori più floridi della nostra economia.
Il vecchio Totocalcio sta perdendo colpi. La sua forza evocativa, il sogno milionario legato al 13 sembra ormai finito in un casssetto dei ricordi.

Le cifre lo dimostrano. Totocalcio e Totogol hanno infatti raccolto nel 2008 soltannto 196 milioni di euro, contro i 2,5 miliardi del Superenalotto, i 9 del Gratta e Vinci, e i 21,4 delle macchinette elettroniche.
Ma cio non significa che le scommesse intorno al calcio siano in crisi. Tutt'altro.
Ora gli italiani lo fanno online e giocano su singole partite, sulle competizioni internazionali. In totale hanno speso 4 miliardi di euro, che equivale a un + 51% di incremento rispetto all'anno precedente, perchè il settore è in decisa ascesa.
lnsomma il mondo è cambiato e il gioco (d'azzardo) si è adeguato alle nuove esigenze, alle nuove tecnologie e anche ai bisogni dettati da un'economia che ha smesso di volare.
Scommettere qualche euro per portarne a casa diverse migliaia non è più considerato un azzardo.
E' diventato semmai, per la maggior parte degli italiani, un possibile investimento sul futuro.

Ha scritto Conrad: "E tipico di un uomo privo d'esperienza non credere alla fortuna": a quanto pare gli italiani di esperienza ne hanno parecchia.
Si rivolgono incessantemente alla dea bendata. Uomini e donne di ogni età e di ogni censo.
Gioca in particolare il 56% del ceto medio-basso e il 65% dei disoccupati, ma non sono indenni da questa febbre professionisti, manager e vip.
Il gioco contagia tutti. C'è chi spera, con una grattata, di risolvere le proprie esigenze quotidiane, fatte di pieno di benzina alla macchina o la spesa al supermercato.
C'è chi, invece, cerca il colpo grosso. Con 4000 euro al mese per vent'anni potrebbe effettivamente mandare al diavolo, in un colpo solo, concorsi, curriculum e precarietà.