Forse non tutti sanno che ai cittadini statunitensi è proibito giocare nei casino online. Dal 2006 gli operatori europei sono di fatto fuori dal mercato del
gioco d'azzardo americano, e ad oggi non hanno alcuna possibilità di competere secondo le leggi del libero mercato.
E' stato il parlamento americano stesso a varare una
legge che proibisce agli istituti di credito USA di consentire transazioni finanziarie verso le case da gioco che operano su internet.
Il motivo di questa restrittiva legge, che tra l'altro limita la libertà personale, non è da imputare ad una politica che tende a combattere il gioco di azzardo.
Il motivo non è la mancanza di fiducia nei casino online o la convinzione che il gioco online rappresenti qualcosa di illegale e quindi degno di essere combattuto.
Anzi negli Stati Uniti i casino sono diffussissimi e il gioco di azzardo è molto praticato, pensate soltanto alla città di Las Vegas definita la mecca del gioco di azzardo.
Il nodo sta proprio qui. Il gioco praticato via internet stava togliendo una fetta grandissima all'immenso giro di affari generato dal gambling.
Insomma non si è voluto accettare l'idea che qualsiasi americano potesse scgliere in libertà quel casino piuttosto che un altro a discapito dell'offerta tradizionale.
In barba a tutte le regole del libero mercato, si è deciso in modo perentorio, di
impedire a chiunque di giocare in un casino che non fosse sotto la giurisdizione (e il fisco) americano.
Qusto comportamento però ha generato un contenzioso tra gli Stati Uniti e gli altri peassi che aderiscono al WTO (l'organizzazione mondiale peril commercio).
In particolare secondo la Commissione Europea, la legge americana penalizzerebbe le
aziende di gambling che non possono attingere al mercato USA.
Insomma una violazione alla libertà dei traffici e dei commerci.
Per consentire il rispetto delle regole sul commercio stabilite dal WTO, la Commissione Europea sembra abbia indicato agli operatori di rivolgersi direttamente al WTO, cercando al tempo stesso di trovare un accordo che sia in grado di risolvere definitivamente la questione.
La questione è che ogni paese ha il pieno diritto di gestire questo comparto come meglio crede, ma al tempo stesso deve anche rispettare i vincoli imposti dal WTO.
Se non si dovesse arrivare in tempi ragionevoli ad un accordo sarà lo stesso WTO che dovrà occuparsene stabilendo nuove regole per il mercato del gioco online.
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