Via libera alle nuove case da gioco
(del  06/03/2009  @ 19:31:14)
 
Ora non sembra più un miraggio, questa volta sembra che si faccia sul serio. Il governo italiano ha intenzione di concedere le licenze per aprire nuovi casino nel centro e sud Italia con lo scopo di promuovere turisticamente alcune aree del paese.
Gli attuali casino italiani in realtà navigano in brutte acque ma il presidente del Senato manifesta ottimismo: "Le case da gioco rappresenteranno una risorsa turistica incredibile".

Anche il sottosegretario al Turismo è sulla stessa linea: "Si comincerà dagli alberghi a 5 stelle".
I tempi sembrano ormai maturi per aprire nuovi casinò. L'auspicio è che ciò aumenterà la risposta italiana alla concorrenza dei paesi stranieri.
Opporsi serve a poco e le nuove case da gioco sono una risorsa turistica molto importante.
Svolgeranno il ruolo di attrattiva per i turisti rilanciando così l'economia locale.

Nonostante la crisi abbia colpito anche questo comparto (il risultato è che gli attuali casinò italiani non navigano in buone acque), non manca comunque l'ottimismo perchè si ritiene che le ragioni che hanno portato ad una diminuzione dei giocatori non sono dovute alla diminuizione dell'interersse da parte degli utenti. Le ragioni a detta degli interessati vanno cercate altrove.
L'idea è di cominciare con gli alberghi di lusso che garantirebbe alle strutture ricettive italiane di competere con quelle degli altri paesi europei, in primis Spagna e Francia.
Ad oggi le quattro case da gioco ufficiali hanno incassato nel corso del 2008 circa 560 milioni euro, con un calo del 4% rispoetto all'anno precedente.
Gli anni precedenti a loro volta hanno fatto registrare dei consistenti cali.

Il mercato italiano è il settimo del continente per giro d'affari (vale circa 9 miliardi di euro).
Ma è pur vero che il nostro paese vanta un bassissimo numero di case da gioco sul proprio territorio.
Al primo posto c'è la Francia con 188 case, poi la Repubblica Ceca con 150, 131 per la Gran Bretagna.
Meglio di noi fa addirittura l'Estonia con 125, poi 70 in Germania, 35 in Spagna e via via tutti gli altri paesi, per chiudere con Portogallo e Belgio che pur non essendo paesi densamente popolati hanno comunque 8 case da gioco ciascuno.

Diverse sono le proposte di legge presentate in Parlamento per l'apertura di nuovi casino.
Come pure tante sono le località candidate: Stresa, Viareggio, Ostuni, Taormina e Fiuggi.
Un ordine del giorno dell'agosto 2008, prevede che in Italia possano essere aperti al massimo altri 10 casinò collocati nelle 4 aree geografiche in cui è stato suddiviso il territorio italiano:
Zona 1: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria.
Zona 2: Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Zona 3: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.
Zona 4: Sardegna e Sicilia.

Su questo argomento le resistenze sono comunque molte.
In prima linea c'è la Federgioco secondo la quale esiste un equilibrio tra la domanda e l'offerta e dunque un aumento del numero delle case è non solo inutile ma deleterio.
 
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