La bellezza di più di 30 casinò in un'area di appena 30 KM quadrati. Oggi questa è Macao, ex colonia portoghese, che dal 1987 è ritornata alla Cina.
Una riconsegna che comunque lascia ampia autonomia alla città almeno fino al 2049. Poi si vedrà.
Nel frattempo Macao è divenuta per i cinesi una "Slot
coast", la terra delle slot machine.
Qui in poco più di dieci anni imprenditori e manager del gambling hanno lavorato sodo con un solo obiettivo nella mente:
battere la mitica Las Vegas.
Hanno inseguito a lungo un sogno: diventare il centro del mondo del gioco di azzardo. Superare la grandiosa "città degli angeli" e infliggere un duro colpo alle certezze dell'industria di gioco americana.
I dati parlano chiaro: nei primi mesi dell'anno i volumi di gioco hanno fatto registrare un +45% rispetto all'anno precedente.
Le previsioni per la fine dell'anno ipotizzano un fatturato vicino ai 25 miliardi di dollari, cinque volte di più di Las Vegas. Numeri stratosferici.
La strategia è la stessa usata cinquant'anni fa in Nevada: luci (tante luci), belle ragazze, colori sfavillanti, e un marketing aggressivo per invogliare qualsiasi giocatore del mondo a venire qui, perchè solo a Macao ci si può
divertire e vincere come da nessuna parte.
A Gennaio ad esempio, i migliori giocatori di Texas Hold'em, (molti dagli USA) si sono presentati al
King Poker Club del casinò "Star World Galaxy", e hanno dato vita a uno dei più avvincenti tornei di poker di sempre. I giocatori più famosi del mondo hanno sfidato alcuni ricchi uomini d'affari del continente asiatico.
A seguire reportage giornalieri che raccontavano al mondo intero le giocate ai tavoli verdi, lasciando l'immagine di una città capitale del gioco mondiale.
Una così poderosa crescita comunque va attribuita ad un meticoloso lavoro del governo cinese che da quasi 10 anni ha deciso di aprire il
mercato del gioco d'azzardo a tanti operatori stranieri, che hanno portato la loro indiscussa esperienza e capacità per metterla al servizio delle autorità cinesi.
La considerazione che ha spinto tanti investitori americani a credere più fortemente nello sviluppo della regione di Macao è alquanto semplice. I margini di sviluppo erano e sono tutt'ora elevatissimi: pochi vincoli e poche regole: una manna per un investitore a caccia di profitti. E i risultati sono arrivati, puntuali, 25 milioni di turisti lo scorso anno.
Qui c'è tutto per un turista: tavoli verdi, belle ragazze che fanno i croupier, ma anche attenzione a spettacoli di ogni tipo che fanno aumentare la curiosità, la fama e livello del jet set. Qui tante star dello sport e dello spettacolo si sono esibite, su palcoscenici allestiti appositamente per far risaltare le luci dei vari casinò. E come in circolo virtuoso il ritorno è stato fruttuoso ed immediato.
Las Vegas guarda con preoccupazione questo successo. Si è fatta superare e non riesce ad organizzare la giusta contro offensiva. Il gioco oggi negli Usa è al centro di una battaglia senza esclusione di colpi e l'industria dell'azzardo sembra in ginocchio.
Oggi in troppi pensano che Las Vegas sia sul viale del tramonto, il futuro si gioca sui tavoli scintillanti di Macao.