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  Aspetti legali, finanziari e la legislazione italiana
Al momento nell'Unione Europea non esiste una normativa unica, chiara e definitiva che regolamenta il gioco d'azzardo in linea.

Ogni singolo stato dell'Unione quindi tende ad applicare una normativa che sia più o meno favorevole a seconda delle proprie inclinazioni storiche al riguardo.
Così in taluni paesi il gioco è ammesso e non perseguito, in altri è tollerato e in altri ancora non è ammesso; in quest'ultimo caso dal punto di vista teorico perchè riuscire a controllare un gioco che avviene telematicamente all'interno di ogni singola abitazione è cosa assai ardua.

Facciamo una premessa; l'argomento è particolare e ad oggi sono poche le cose certe, però possiamo provare a fare alcuni ragionamenti citando alcuni fatti.
Il poker in Italia è divenuto un gioco di abilità, le slot machine le troviamo nei nostri bar, si può scommettere nelle agenzie tradizionali o on-line, possiamo giocare al lotto e al gratta e vinci.
Insomma non ci siamo fatti mancare proprio nulla o forse si.
L'unica che resta un gioco d'azzardo (e quindi demoniaca) è la roulette - che se paragonata a quelli appena elencati è il gioco più onesto, quello che presenta il tasso di ridistribuzione più alto e quindi più vantaggioso per il giocatore - e in conseguenza di questo può essere giocata solo nei casinò.

In linea del tutto teorica anche i famosi 4 casinò italiani sono illegali, ma a questi (Campione, Sanremo, Saint Vincent e Venezia) sono state concesse delle deroghe moltissimi anni fa, con il risultato che oggi possono aprire i battenti ai giocatori ed operare in tutta tranquillità. Oltre alle famose 4 sale da gioco italiane, cosa ancor più strana sono tutte ubicate al nord lasciando quindi vuote intere aree del nostro paese, a nessun altro casino italiano è mai stata concessa qualche deroga.
Gli anni sono trascorsi, L'italia è entrata a far parte della comunità europea, facendo proprie, accettando o subendo le leggi sul libero mercato, ma su questo aspetto nulla è cambiato.

Negli ultimi anni a dare una scossa al settore ci ha pensato internet.
Il web ha permesso una rivoluzione: superare tutti i confini fisici esistenti; tutte le barrirere costruite, l'alba di un nuovo mondo.
Ma lo stato si ostina a mantenere il controllo del gioco.
Vista la passione di qualsiasi popolo per il gioco, lo sport e le scommesse questo settore vale miliardi di euro e con la finanziaria del 2006 l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha dichiarato illegali i siti italiani, ma anche stranieri, che consentono di praticare i giochi di casino e ha cominciato una campagna di oscuramento dei siti web stessi.
E' stata creata una "Lista nera", continuamente aggiornata, di siti che non possono operare sul territorio nazionale.
Questa lista ormai annovera oltre 1000 sale da gioco.
La levata di scudi in tutta Europa non si è fatta attendere e i gestori di casinò legalmente registrati in quei paesi dove il gioco di azzardo a distanza è ammesso, hanno protestato cercando di far valere le proprie ragioni.
La UE ha riscontrato un comportamento protezionistico dell'Italia e in risposta ha aperto delle procedure di infrazione nei confronti dello stato italiano.
L'Italia avrebbe potuto adottare un comportamento del genere solo se nessun tipo di gioco d'azzardo fosse ammesso, ma visto che tra scommesse, lotto, gratta e vinci, slot machine e poker l'attività di biscazziare risulta alquanto avviata appare evidente a tutti che prima o poi lo stato italiano su questo argomento dovrà gettare la spugna.
Nel frattempo però lo stato continua a fare cassa e i giocatori italiani a spendere sul territorio italiano senza possibilità di scegliere.
Secondo molti giuristi a tutt'oggi l'Italia sta applicando una legislazione che su questa materia va contro le linee guida sancite dalla comunità europea e della quale facciamo parte.

I gestori dei casinò di Malta e di altre località europee per difendersi da questo attacco e per tutelare i giocatori italiani che hanno depositiato soldi sui loro conti, cambiano in continuazione i DNS dei propri siti.
Il risultato ridicolo è una insensata rincorsa tra lo stato e i siti web dei casino con il risultato che potete facilmente immaginare.

Alcuni paesi come la Gran Bretagna per esempio hanno da tempo provveduto a dotarsi di una normativa in questo settore.
Un apposita legge regola minuziosamente i vari aspetti della gestione e promozione del gioco telematico.
Del resto per gli anglosassoni il gioco d'azzardo e le scommesse sono considerati non solo una attività legale ma anche una vera e propria cultura; non c'è cosa sui cui gli inglesi non amino scommettere.

Non è diffcile immaginare come in questo scenario così confuso ed eterogeneo moltissime società che gestiscono i casinò in linea hanno deciso di aprire le loro sedi in paesi offshore dove la gestione del gioco di azzardo è ammessa e dove soprattutto il regime fiscale favorevole diviene un ulteriore incentivo.
Il motivo è solo questo: in Europa c'è ancora molta confusione e i paesi con un regine fiscale favorevole si fanno avanti.
Gli operatori invece che vogliono aprire delle sedi in Europa si rivolgono a quei paesi che offrono delle regolari licenze: tra questi la Gran Bretagna come detto ma anche Malta, la Spagna e Gibilterra.

Sommariamente quindi per poter aprire una sala da gioco in linea è necessario:
1 - creare la società che gestirà il casinò.
2 - acquistare la licenza di gioco (qui il costo varia da stato a stato, si parla comunque di migliaia di euro).
3 - sviluppare (è difficile ed oneroso) o comprare il software (più semplice e alla lunga più redditizio) da aziende specializzate.
4 - pubblicizzare il casino, con tutte le difficoltà del caso.

I casinò online che operano sul web devono quindi possedere delle regolari licenze ed essere al tempo stesso sottoposti all'occhio vigile delle organizzazioni di controllo internazionali, vista la provenienza altrettanto internazionale dei propri clienti giocatori.
Questi enti hanno il compito di verificare che il gioco sia sempre fornito nel pieno rispetto delle regole e con la massima serietà nelle giocate, nella gestione e soprattutto nel pagamento delle vincite.

Una cosa che molti giocatori ignorano è che il cuore di un casino o sala da gioco stà nel software che rende possibile il gioco.
Aprire un casino è relativamente semplice, la cosa difficile invece è mettere su il software di gioco che permettere ai giocatori di potersi cimentare nei vari giochi.
Un operatore, se vuole offrire un servizio decente e di qualità, deve per forza di cose rivolgersi a una azienda che metta a disposizione la piattaforma di gioco.
La piattaforma di gioco non si inventa in poche settimane e questo è il motivo per cui le aziende che sono in grado di fornire questo servizio sono veramente poche; ma fortunatamente sono anche famose per la loro integrità e correttezza.
Non solo ma il software, anche se viene messo a disposizone del casino che lo richiede, rimane sempre e comunque sotto il controllo dell'azienda che lo fornisce.
Queste aziende sono facilmente identificabili e sono sottoposte a severi controlli da parte delle autorità di garanzia.
Le due più grandi a livello mondiale sono la Microgaming e la Playtech, in Europa segnaliamo Bossmedia e WorldMatch.
Come vedete possiamo contarle sul palmo di una mano e questo aspetto garantisce da sola la totale assenza di trucchi o brogli.

Da quando i casino on-line hanno fatto la loro comparsa gli episodi di truffe a danno dei giocatori sono stati rarissimi e subito identificati.
Nel mondo di internet di solito chi si comporta male viene subito identificato e la strada che si riese a fare è poca.
Questo settore è veramente molto redditizio e la prima regola per poter continuare ad esistere e guadagnarsi la fiducia dei clienti è comportarsi onestamente.
L'interesse sta sia nelle aziende coinvolte che negli organi di controllo.
Il rischio (troppo alto) è di distruggere un settore trainante dell'economia che crea migliaia di posti di lavoro.